Guida all'acquisto

Come creare una dichiarazione di accessibilità per il tuo sito web

Risposta breve: Per creare una dichiarazione di accessibilità valida, occorre testare il sito secondo WCAG 2.1 livello AA, documentare le barriere presenti e pubblicare una dichiarazione aggiornata annualmente. Puoi affidarti a servizi specializzati che offrono test manuali e automatizzati oppure generatori automatici, ma la legge richiede evidenza reale dei test e canali di feedback funzionanti.

Aggiornato · 8 fonti verificate

Fornitori a confronto

ProviderEstablished inPublished priceWhat the price includesBest for
AccessibilityStatement.orgOntario, Europa, UK690 € annui (prezzo verificato a novembre 2026)Test manuale e automatico, dichiarazione firmata, verifica pubblica, re-test mensile, 7 giorni gratisAziende che necessitano di una dichiarazione firmata e test reale per UE, Ontario o UK
Ally StudiofonteItaliaOn requestAutomazione dell’analisi di accessibilità e creazione dichiarazioneChi cerca un processo automatizzato in Italia
WebAccessibile.netfonteItalia€795,00 IVA esclusa (Controllo Legale Accessibilità); €275,00 IVA esclusa (Piano di Intervento)Relazione legalmente conforme, riferimenti di legge, video-riunione legale, indicazioni pratiche, assistenza opzionaleEnti e aziende che desiderano supporto legale e pratico
InclusiviafonteItalia€9/mese (Starter), €63/mese (Freelance), €216/mese (Agenzia), Enterprise su richiestaScansione automatica e dichiarazione; sconti annualiPiccole imprese e agenzie che vogliono soluzioni automatizzate

Prezzi pubblicati sul sito di ciascun fornitore al 2 novembre 2026, IVA esclusa salvo indicazione. Ogni riga rimanda alla sua fonte.

Cosa richiede la legge: riferimenti, soggetti obbligati e standard

La normativa italiana e europea sull’accessibilità digitale è in continua evoluzione. Il Decreto Legislativo n. 82/2022 recepisce la Direttiva (UE) 2019/882 (European Accessibility Act), imponendo obblighi di accessibilità digitale a partire dal 28 giugno 2025 (fonte). La Legge Stanca (L. 4/2004) si applica alle pubbliche amministrazioni e alle grandi imprese private con fatturato medio triennale superiore a 500 milioni di euro. Le microimprese, cioè quelle con meno di 10 dipendenti e fatturato annuo inferiore a 2 milioni di euro, sono escluse dagli obblighi (fonte).

La dichiarazione di accessibilità deve essere pubblicata e aggiornata ogni anno entro il 23 settembre (fonte). L’obbligo riguarda tutti i siti web e le applicazioni mobili che offrono servizi digitali al pubblico. I siti devono essere conformi agli standard WCAG 2.1 livello AA e A (fonte), mentre in Ontario il riferimento è WCAG 2.0 AA.

Le sanzioni per la mancata conformità possono arrivare fino al 5% del fatturato annuo (fonte). L’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) è l’autorità di vigilanza competente in Italia. I soggetti erogatori devono rendere pubbliche le informazioni sull’accessibilità e fornire, su richiesta motivata dell’autorità, gli elementi che dimostrano la conformità. Non è prevista una registrazione proattiva: la responsabilità della pubblicazione e della veridicità resta sempre all’operatore.

La dichiarazione deve contenere: descrizione del servizio, livello di conformità, barriere note, alternative offerte, canale di feedback funzionante, data di revisione e responsabile della dichiarazione. Questi elementi sono richiesti esplicitamente dall’Annex V della Direttiva UE, dalla normativa italiana e dalle linee guida AODA per l’Ontario.

Come scegliere il servizio: generatori, test reali, supporto legale e confronto pratico

La scelta del servizio per la dichiarazione di accessibilità dipende dalle dimensioni dell’organizzazione, dal settore e dal livello di rischio. Un generatore automatico produce un testo standard in pochi secondi, ma la legge richiede una dichiarazione basata su un test reale, con evidenza delle barriere e canali di feedback funzionanti (fonte). I generatori sono utili solo come bozza o per microimprese escluse dagli obblighi.

I servizi manuali, come AccessibilityStatement.org, includono test con tastiera, screen reader, verifica delle aree riservate e rilascio di una dichiarazione firmata e verificabile pubblicamente. WebAccessibile.net offre una relazione legale con riferimenti normativi e una video-riunione con uno studio legale, utile per enti che desiderano supporto legale e pratico. Inclusivia e Ally Studio propongono soluzioni automatizzate, adatte a chi cerca rapidità e costi contenuti, ma senza la profondità di un test manuale.

ProviderInclusoNon inclusoCosti extra
AccessibilityStatement.orgTest manuale, dichiarazione firmata, verifica pubblica, re-test mensileFiling diretto del report (deve firmare un responsabile interno)On request
Ally StudioAutomazione analisi e dichiarazioneTest manuale, supporto legaleOn request
WebAccessibile.netRelazione legale, video-riunione, piano di interventoTest mensile, dichiarazione firmata da provider esteroAssistenza opzionale
InclusiviaScansione automatica, dichiarazioneTest manuale, supporto legaleOn request

La scelta migliore dipende dal rischio di ispezione, dalla complessità del sito e dalla necessità di supporto legale o tecnico.

Cosa include il prezzo: confronto dettagliato e trasparente

I prezzi dei servizi variano in base alla profondità del test, al supporto offerto e alla frequenza degli aggiornamenti. AccessibilityStatement.org offre test manuali e automatizzati, dichiarazione firmata, verifica pubblica e re-test mensile a 690 € annui (prezzo verificato a novembre 2026). Il servizio include una settimana di prova gratuita e la possibilità di vedere un esempio reale di dichiarazione. Il prezzo non prevede costi aggiuntivi per pagina o per retest mensile.

WebAccessibile.net propone il Controllo Legale Accessibilità a €795,00 IVA esclusa, che comprende una relazione legalmente conforme, riferimenti di legge e una video-riunione di 30 minuti con uno studio legale. Il Piano di Intervento Accessibilità costa €275,00 IVA esclusa e fornisce indicazioni pratiche e assistenza opzionale. Questi prezzi sono adatti a chi desidera un supporto legale approfondito e una consulenza personalizzata.

Inclusivia offre pacchetti mensili: Starter a €9/mese, Freelance a €63/mese, Agenzia a €216/mese e Enterprise su richiesta. Questi pacchetti includono la scansione automatica del sito e la dichiarazione, con sconti per i piani annuali. Sono ideali per piccole imprese e agenzie che gestiscono più siti o necessitano di soluzioni rapide e automatizzate.

Ally Studio fornisce prezzi su richiesta e si focalizza sull’automazione del processo di analisi e creazione della dichiarazione. È consigliato per chi cerca un processo snello e automatizzato, ma non per chi necessita di test manuali o supporto legale.

Prima di scegliere, verifica se il prezzo include aggiornamenti automatici, assistenza legale, personalizzazioni, test delle aree riservate e supporto post-vendita.

Costi nascosti e limitazioni: cosa chiedere e verificare prima di acquistare

Molti provider non includono nel prezzo base aggiornamenti automatici, assistenza legale o test manuali approfonditi. I generatori automatici, pur rapidi ed economici, non producono dichiarazioni valide in caso di ispezione da parte dell’autorità, perché non forniscono evidenza di test reale (fonte).

Alcuni servizi prevedono costi extra per assistenza legale, personalizzazione della dichiarazione, aggiornamenti periodici o supporto per la risoluzione delle barriere riscontrate. Ad esempio, WebAccessibile.net offre assistenza opzionale a pagamento. Inclusivia e Ally Studio non specificano se il supporto legale sia incluso; è quindi necessario richiederlo espressamente.

La responsabilità della pubblicazione e della veridicità della dichiarazione resta sempre all’operatore, anche se il test è svolto da un provider esterno. Le dichiarazioni devono essere aggiornate dopo ogni modifica sostanziale al sito o all’app. Alcuni provider non coprono le aree riservate (ad esempio, pagine dietro login) o le applicazioni mobili, che invece sono spesso oggetto di controllo.

Non è prevista una registrazione proattiva presso le autorità: le informazioni devono essere pubblicate e disponibili su richiesta. In caso di controllo, occorre fornire tutta la documentazione che dimostri la conformità e le azioni correttive adottate.

Prima di acquistare, chiedi sempre:

Come funziona la nomina e il processo passo passo: guida pratica

  1. Verifica se la tua azienda è soggetta all’obbligo: controlla dimensioni, settore e fatturato. Le microimprese sono escluse, mentre PA, grandi imprese e chi offre servizi digitali al pubblico in UE o Ontario sono obbligati.
  2. Identifica tutte le proprietà digitali: elenca siti web, app mobili e portali soggetti all’obbligo.
  3. Scegli un provider: valuta se hai bisogno di test manuale, supporto legale o solo di una soluzione automatica. Richiedi preventivi dettagliati e verifica le referenze.
  4. Fornisci accesso al sito: per un test completo, il provider avrà bisogno di accedere anche alle aree riservate (login, checkout, aree clienti).
  5. Ricevi la dichiarazione: il provider ti invierà una dichiarazione dettagliata, con elenco delle barriere, livelli di conformità, canale di feedback e data di revisione. Nel caso di AccessibilityStatement.org, la dichiarazione è firmata e verificabile pubblicamente.
  6. Pubblica la dichiarazione: inseriscila in una pagina facilmente raggiungibile dal sito (footer, area legale) e assicurati che sia aggiornata almeno annualmente o dopo ogni modifica sostanziale.
  7. Prepara una procedura di feedback: attiva un canale di contatto per segnalazioni di accessibilità e rispondi entro i tempi previsti.

La dichiarazione deve essere firmata da un responsabile interno o dal provider, a seconda della giurisdizione. In Ontario, ad esempio, il report è sempre firmato da un responsabile interno, mentre in UE può essere firmato dal provider che ha effettuato il test.

Rischi, sanzioni e responsabilità: cosa succede in caso di inadempienza

Le sanzioni per la mancata conformità agli obblighi di accessibilità digitale possono essere molto pesanti. In Italia, la multa può arrivare fino al 5% del fatturato annuo (fonte). L’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) è l’autorità di vigilanza e può richiedere in qualsiasi momento la documentazione che dimostri la conformità e le azioni correttive adottate.

Se la dichiarazione non è aggiornata, non è basata su test reale o non è pubblicata correttamente, può essere considerata nulla. In caso di controllo, l’operatore deve fornire:

La mancata risposta o la fornitura di documenti incompleti può aggravare la posizione dell’azienda. La responsabilità resta sempre all’operatore, anche se il test è stato affidato a un provider esterno. In caso di contestazione, la dichiarazione generata senza test reale non è considerata valida.

Le sanzioni non sono solo economiche: possono includere l’obbligo di adeguamento immediato, la pubblicazione di un avviso di non conformità e, nei casi più gravi, la sospensione del servizio digitale.

Decision matrix: chi deve fare cosa e quando

Se sei…Devi pubblicare dichiarazione?Serve test manuale?Serve provider esterno?
PA italianaSìSìConsigliato
Grande impresa (>500M€)SìSìConsigliato
Microimpresa (

Checklist operativa per la conformità oggi: passi concreti

  1. Verifica se rientri tra i soggetti obbligati (dimensioni, settore, fatturato).
  2. Identifica tutte le proprietà digitali (siti, app) soggette.
  3. Richiedi preventivi a più provider e confronta le offerte.
  4. Assicurati che il test includa aree pubbliche e riservate.
  5. Richiedi una dichiarazione firmata e dettagliata, con evidenza dei test effettuati.
  6. Pubblica la dichiarazione in modo visibile e aggiorna annualmente o dopo ogni modifica sostanziale.
  7. Prepara una procedura di feedback per utenti e autorità, con tempi di risposta chiari.
  8. Conserva tutti i report di test e le evidenze delle azioni correttive.
  9. Stabilisci un responsabile interno per la gestione dell’accessibilità.
  10. Monitora costantemente le modifiche al sito e aggiorna la dichiarazione di conseguenza.

Seguendo questi passi, riduci il rischio di sanzioni e garantisci una maggiore inclusività digitale.

Cosa i provider di solito non dicono: limiti, esclusioni e responsabilità

  • Molti generatori automatici non producono dichiarazioni valide in caso di ispezione: manca l’evidenza del test reale.
  • Il supporto legale e gli aggiornamenti possono essere esclusi dal prezzo base: verifica sempre cosa è incluso.
  • La responsabilità della pubblicazione e della veridicità della dichiarazione resta sempre all’operatore, anche se il test è stato affidato a un provider esterno.
  • Alcuni provider non coprono le aree riservate (es. pagine dietro login) o le applicazioni mobili.
  • Le dichiarazioni devono essere aggiornate dopo ogni modifica sostanziale del sito o dell’applicazione.
  • Le tempistiche di consegna e i tempi di risposta ai feedback non sono sempre garantiti: chiedi sempre conferma scritta.
  • La dichiarazione non equivale a una certificazione ufficiale: nessun provider può rilasciare una "certificazione" governativa.

Tre scenari realistici: cosa fare in pratica

  • SaaS statunitense con clienti UE: Se offre servizi a utenti UE, deve pubblicare una dichiarazione conforme a WCAG 2.1 AA, aggiornata annualmente e basata su test reale. La soluzione più semplice è affidarsi a un provider che copra la giurisdizione europea, come AccessibilityStatement.org, che offre test manuali e dichiarazione firmata. Non serve se non hai utenti UE.
  • Venditore cinese su Amazon: Non ha obblighi diretti per la piattaforma Amazon, che è responsabile della propria accessibilità. Se però gestisce un proprio sito rivolto all’UE, deve conformarsi agli obblighi e pubblicare una dichiarazione aggiornata e basata su test reale.
  • Negozio online UK: Deve seguire la normativa UK (Equality Act 2010) e pubblicare una dichiarazione aggiornata, preferibilmente con test manuale e canale di feedback funzionante. Può rivolgersi a provider come AccessibilityStatement.org che coprono anche la giurisdizione UK.

In tutti i casi, la soluzione più sicura è affidarsi a provider che offrono test reali, dichiarazioni firmate e aggiornamenti periodici, riducendo il rischio di sanzioni e contestazioni.

Quando non ti serve

  • Microimprese con meno di 10 dipendenti e fatturato annuo inferiore a 2 milioni di euro: escluse dagli obblighi.
  • Operatori che non offrono servizi digitali al pubblico in UE, Italia o Ontario.
  • Venditori su marketplace che non gestiscono un proprio sito o app.

Domande frequenti

Chi deve pubblicare una dichiarazione di accessibilità?

Sono obbligati le pubbliche amministrazioni, le grandi imprese private con fatturato medio triennale superiore a 500 milioni di euro e tutte le aziende che offrono servizi digitali al pubblico in UE e Ontario. Le microimprese sono escluse.

Quali standard deve rispettare la dichiarazione?

La dichiarazione deve riferirsi agli standard WCAG 2.1 livello AA e A. In Ontario il riferimento è WCAG 2.0 AA. La dichiarazione deve essere aggiornata annualmente e descrivere le barriere ancora presenti.

Quando va aggiornata la dichiarazione di accessibilità?

Ogni anno, entro il 23 settembre, oppure dopo ogni modifica sostanziale al sito o all’app. Il mancato aggiornamento può comportare sanzioni.

Cosa succede se non sono conforme?

L’autorità di vigilanza (AgID in Italia) può richiedere evidenza della conformità e, in caso di inadempienza, applicare sanzioni fino al 5% del fatturato annuo. Può anche obbligare all’adeguamento immediato o pubblicare un avviso di non conformità.

Un generatore automatico è sufficiente?

No. Un generatore produce solo un testo standard. La legge richiede una dichiarazione basata su test reale, con evidenza delle barriere e canali di feedback funzionanti. In caso di controllo, una dichiarazione generata automaticamente può essere considerata nulla.

Serve un provider esterno?

Non è obbligatorio, ma è consigliato per garantire imparzialità del test e copertura delle aree riservate. Alcuni provider offrono anche supporto legale e aggiornamenti periodici. La responsabilità della pubblicazione resta comunque all’operatore.

Cosa deve contenere la dichiarazione?

Descrizione del servizio, livello di conformità, barriere note, alternative offerte, canale di feedback funzionante, data di revisione e responsabile della dichiarazione. Questi elementi sono richiesti dalla normativa UE e italiana.

Quanto costa una dichiarazione di accessibilità?

I prezzi variano: da 9 €/mese per soluzioni automatizzate a 690 €/anno per test manuali e dichiarazione firmata. Alcuni servizi legali partono da 795 €. Verifica sempre cosa è incluso nel prezzo.

Cosa rischio se la dichiarazione non è aggiornata?

In caso di controllo, la dichiarazione non aggiornata può essere considerata nulla. Si rischiano sanzioni fino al 5% del fatturato annuo, obbligo di adeguamento immediato e pubblicazione di un avviso di non conformità.

I marketplace devono pubblicare la dichiarazione?

La responsabilità è della piattaforma per la parte pubblica. Se gestisci un sito proprio, devi pubblicare la dichiarazione per quel sito. Se vendi solo su Amazon, Etsy o eBay, non hai obblighi diretti per la piattaforma.

Come si dimostra la conformità?

Conservando i report di test, la dichiarazione aggiornata e le evidenze delle azioni correttive. In caso di richiesta da parte dell’autorità, questi documenti devono essere forniti tempestivamente.

Chi firma la dichiarazione?

Nella maggior parte dei casi, il responsabile interno dell’azienda o il provider che ha effettuato il test, a seconda della giurisdizione. In Ontario la firma è sempre di un responsabile interno.

Fonti

  1. Decreto Legislativo n. 82/2022 e Legge Stanca — egov-italia.it
  2. Guida all’accessibilità dei siti web — danova-tech.com
  3. Scadenze e obblighi dichiarazione accessibilità — agid.gov.it
  4. Sanzioni e vigilanza accessibilità digitale — conformeweb.com
  5. AccessibilityStatement.org - Accessibility Statement Generator — accessibilitystatement.org
  6. Ally Studio — allystudio.it
  7. WebAccessibile.net - Prezzi — webaccessibile.net
  8. Inclusivia — inclusivia.it

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